giovedì 19 agosto 2004

L’occhio e il suo doppio

L'altro giorno mentre guidavo verso casa pensavo a un'immaginaria retrospettiva fotografica che avrei voluto organizzare, in una galleria ricavata dalla mia mansarda, magari riadattandola un po'. Dovevano essere tutte fotografie di occhi: occhi che piangono, occhi che sperano, occhi impauriti, occhi che non sai cosa vogliano dire. Il titolo sarebbe stato "l'occhio e il suo doppio". Già immaginavo la mia stanza tappezzata di foto di occhi, dappertutto. Sui muri, sul soffitto, dietro al divano, occhi che mi scrutano ovunque, anche in bagno. Forse però a un certo punto mi avrebbero angosciato e mi sarei messo a coprirli, a rigirarli, come si fa con le vecchie fotografie sul comodino, quando fai o dici qualcosa che le persone lì raffigurate non approverebbero. Ma sarebbero stati talmente tanti, gli occhi aperti verso di me, che ci avrei messo troppo tempo, a coprirli tutti. Avevo già scelto una ventina di foto, ma alla fine ho abbandonato l'idea. Ho preso i fogli A4 con gli occhi che avevo già stampato e li ho regalati a un'amica. In fondo le mie idee è già tanto se durano più di una settimana, e dopo pochi giorni mi sarei stufato di essere circondato da occhi, e avrei cominciato a stampare foto di labbra, o di mani, di piedi...

L'occhio...

...e il suo doppio

Lacrime

Il particolare, che ti colpisce

Prima di un intervento chirurgico...

L'occhio dietro alla telecamera

Ce ne sarebbero altri, ma non credo di poterli mettere tutti, anche se sarebbe sicuramente meglio qui che sulle pareti della mia stanza. Bastano i poster e il collage, per ora. L'unico sfizio che mi concederei, forse, sarebbero delle piastrelle per il bagno. Le mie sono un po' anonime, con un motivo a fiorellini marroni. Che bello sarebbe invece fare il bagno nella mia vasca se tutto intorno le pareti fossero così:

6 commenti:

  1. mi hai fatto tornare in mente una scena di pomodori verdi fritti. uno dei miei film preferiti di sempre.
    la stanza piena di fiori di carta attaccati sulla parete, l'infermiera che li stacca senza cuore e la povera protagonista disperata...

    towanda!!!

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  2. meno male che non hai messo il seguito della scena tratta dal Cane Andaluso. non so perché, ma mi ha sempre terrorizzato anche se adesso si vede di molto peggio...

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  3. si, è che col fermo immagine poi si vede che non è un occhio umano...beh, non si può pretendere, nel 1928 non c'erano gli effetti speciali di adesso, e forse non erano poi così importanti, visto che quella scena ti ha sempre terrorizzato lo stesso :)

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  4. si. credo sia per il fatto che accade così all'improvviso, come tutte le immagini del film. è chiaro, quindi, che quelle più forti restino impresse...

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  5. Oddio se le pareti intorno alla mia vasca da bagno fossero così penso che mi inquieterei... Anzikè rilassante il bagno sarebbe angoscioso

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  6. in un party nella vecchia casa al Ponte delle Guglie tappezzai le pareti e gli armadi con occhi ritagliati dai giornali. Il flier della festa lo conservo, sono gli occhi seriali di Warhol. Mo' te lo mando.

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