mercoledì 17 novembre 2004

Blankets

Mentre leggevo la storia raccontata meravigliosamente da Craig Thompson in Blankets, anch'io ho desiderato di poter scrivere il romanzo della mia formazione a fumetti. Certe volte rimpiango veramente di non avere il dono per le attività manuali, che siano saper suonare la chitarra o disegnare. Peccato, perchè sarebbe venuta fuori proprio una di quelle storie che piacciono a me, ma che ci posso fare, amo avere degli alibi per non dover fare cose troppo impegnative...

Un particolare della copertina dell'edizione americana di 'Blankets'.

Blankets è più di un fumetto, è un pezzo di vita di chi l'ha pensato, creato, disegnato, e anche se non tutto dev'essere accaduto proprio così poco importa, perchè potrebbe benissimo essere successo. Forse qualcosa di simile è capitato anche nella vita di chi lo legge. Molte persone hanno avuto una Raina che ha cambiato la loro vita. Non tutti però, se dovessero raccontare la loro storia, citerebbero la Bibbia e Platone, direbbero di aver ascoltato i Cure e i Dinosaur Jr. e accosterebbero sulla parete di una cameretta le immagini del piccolo principe, di Gesù Cristo e di Kurt Cobain. Non tutti parlerebbero di compilation e di lettere, di distanze e di telefonate che più che avvicinare allontanano, di corse sulla neve e di letti su cui andare alla deriva, di un'infanzia solitaria e di un'adolescenza con tante domande senza risposta.
Forse è vero, le storie d'amore alla fine si assomigliano tutte: c'è sempre l'incertezza, l'entusiasmo e poi, inesorabile, l'addio. Ma non è certo questo che poi ognuno si ricorda, sono altre le cose a cui pensiamo quando vogliamo raccontare agli altri una storia che abbiamo vissuto
come se fosse un romanzo. Un romanzo speciale. Il nostro romanzo. Per esempio invece della coperta (blankets) di Craig io potrei avere, che ne so, un quadrifoglio salvato dalla ciotola del coniglio, una conchiglia rosa, una talpa di peluche, una polaroid compromettente, un paio di calzini. Tutte cose che non sarebbero mai esistite senza quel primo incontro, quello sguardo imbarazzato e la decisione, nemmeno io saprei dire di preciso il perchè, di far entrare qualcuno nella mia vita.


Girl afraid ragazza spaventata
Where do his intentions lay?
lui che intenzioni ha?

Or does he even have any?
ma poi avrà qualche intenzione?

Boy afraid ragazzo spaventato
Prudence never pays la prudenza non paga mai
And everything she wants costs money
e tutto quello che lei vuole costa caro

(Smiths, Girl Afraid)

Quando ho visto Raina e Craig sdraiati l'uno accanto all'altro sul letto a parlare di quando erano bambini,
beh, un brivido mi è passato lungo la schiena. Lei sembrava davvero un angelo,
quando ha cominciato a cantare sussurrando "Just like heaven".

Show me how you do it mostrami come fai
And I promise you I promise that e ti prometto, ti prometto che
I’ll run away with you scapperò via con te
I’ll run away with you
scapperò via con te

(Cure, Just like heaven)

Lei era un angelo.

Mentre lei gli preparava la valigia, mi è venuta in mente "At the hop",
la ascolto spesso in questi giorni. Ci sarebbe stata proprio bene, in quella scena.

Put me in your suitcase mettimi nella tua valigia
Let me help you pack lascia che ti aiuti a chiuderla
'Cause you're never coming back perchè non ritornerai più
No, you're never coming back no, non ritornerai più

(Devendra Banhart, At the hop)

Il finale della storia non è un finale vero e proprio, è uno dei tanti finali della nostra vita, che forse sarebbero meno drammatici se riuscissimo a capire fin da subito che non è poi così difficile ricominciare e dare una svolta alla nostra vita, come succede al protagonista. Però se devo dire la verità io odio gli addii, l'ho sempre detto, ma questa in fondo era la storia di Craig, non la mia.

Yesterday the sky was you ieri il cielo eri tu
And I still feel the same
ed io mi sento sempre allo stesso modo
Nothing left for me to do
niente è rimasto da fare per me
And I still feel the same ed io mi sento sempre allo stesso modo

(Smashing Pumpkins, Drown)

Un particolare della copertina dell'edizione italiana di Blankets.

6 commenti:

  1. leggi "lo spinacio di Yukiko".l'ho preso ieri,ti piacerà già dalle pirme vignette: lei a una mostra sulla Nouvelle Vague guarda le foto di Doinel/Léaud!
    e poi è come guardare un film...
    un bacio,li

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  2. non conoscevo questo fumetto...lo cercherò al più presto...grandissima citazione di DROWN...!

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  3. io l'ho comprato dal sito.
    C'era anche lo spinacio di Linda (*)
    Magari compro anche quello.
    O forse Diabolik?

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  4. tre fumetti
    non mi sei mai piaciuto chester brown
    artbabe jessica abel
    sonnambulo e altre storie adrian tomine

    michele racecar

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